Tra le morbide colline dei Monti Sibillini, affacciato su ampi panorami rurali, Monte Vidon Combatte è un borgo intimo e autentico, dove il tempo sembra rallentare e ogni scorcio custodisce memoria e poesia. Un piccolo gioiello delle Marche, da scoprire con lentezza e curiosità.

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La Torre Civica di Monte Vidon Combatte è uno degli elementi più riconoscibili del borgo e custodisce una storia strettamente legata alla comunità locale.

Le informazioni sulla sua costruzione emergono dai Registri delle deliberazioni del Consiglio comunale. Alla fine dell’Ottocento, a causa delle precarie condizioni dell’antico torrione annesso a Palazzo Ricci, trasformato nel 1795 nella chiesa parrocchiale dedicata a San Biagio, il Comune decise di procedere alla sua ricostruzione.

A partire dal 1891, il vecchio torrione venne smontato e ricostruito sulle antiche fondamenta. I lavori, per un importo complessivo di 6.802,66 lire, furono realizzati su progetto dell’ingegnere Giuseppe Sabbatini e collaudati nel 1895.

Sulla nuova torre venne collocata anche la Campana Maggiore comunale, che pochi anni dopo si lesionò durante la festa patronale. Nel 1905 il Consiglio comunale decise quindi di procedere alla sua rifusione.

Dopo aver valutato diverse soluzioni, l’incarico venne affidato alla Fonderia Pasqualini di Montedinove, con una spesa complessiva di 1.630 lire. Il Comune seguì attentamente tutte le operazioni, richiedendo una garanzia di tre anni e la presenza di propri incaricati durante il trasporto e la fusione del vecchio bronzo.

Alla fusione partecipò anche Antonio Coliva, fonditore di rame attivo presso il Maglio di Monte Vidon Combatte, incaricato di assistere alle operazioni in qualità di esperto.

La Torre Civica rappresenta ancora oggi un importante simbolo storico e identitario del borgo, testimonianza della vita civile e religiosa della comunità di Monte Vidon Combatte.

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